Fototerapia UVB banda stretta 311 nm

Che cos’è?

Dalle ripetute evidenze di come la luce solare interferisca spesso favorevolmente nei confronti di svariate patologie cutanee, nasce negli ultimi anni una appassionante corsa  volta alla  costruzione di sempre più sofisticate tecnologie in grado di riprodurre e anche migliorare in ambiente chiuso e per tutto l’anno tali benefiche influenze. Aziende di settore si sono specificamente prodigate nella messa a punto di speciali lampade a vapori di mercurio o al quarzo capaci di emettere  nell’ambito dell’ultravioletto B (UVB) che è da tempo ritenuto il vero “movente terapeutico” della luce ambientale diurna: nascono così le moderne lampade fluorescenti con emissione di picco nei 311 nm, “magica” lunghezza d’onda che garantisce il massimo del risultato con il minimo di effetti collaterali.

 

Come funziona?

Questa emissione, meglio definita come NB-UVB,  permette di interagire con specifici bersagli biologici (cromofori) individuati nel DNA nucleare a formare dei fotoprodotti (dimeri pirimidinici e ossidati della guanina) inibenti la sua stessa sintesi col risultato di blocco della cinetica cellulare cheratinocitaria e conseguente normalizzazione delle attività  iperproliferative che si riscontrano tipicamente ad esempio nella psoriasi. L’effetto terapeutico viene ulteriormente potenziato per induzione all’apoptosi (morte cellulare non traumatica) dei  linfociti T così spesso alla base di quei fenomeni autoimmuni ritenuti responsabili di svariate malattie croniche dermatologiche.

La metodica prende il nome di Fototerapia UVB a banda stretta 311 nm e prevede l’impiego di sorgenti luminose diverse a seconda dell’ampiezza della lesione da trattare: nello studio del dermatologo attrezzato fanno pertanto la loro comparsa le cabine total body, i pannelli fronte-retro, le unità  mani-piedi, la fibra ottica piccole aree.

A differenza della PUVA-terapia non è richiesto l’impiego preliminare di farmaci fotosensibilizzanti (notoriamente gravati da importanti effetti collaterali a carico di fegato e rene) nè si rendono necessarie per i giorni seguenti misure di protezione agli occhi e l’uso di creme fotoprotettive: con la Fototerapia UVB banda stretta è quindi possibile tornare immediatamente alle proprie occupazioni e senza mostrare tracce evidenti come arrossamenti o gonfiori.

Le sedute hanno durata di pochissimi minuti e variano nel numero e nella frequenza a seconda del fototipo (pelle più o meno chiara con maggiore o minore tendenza a scottarsi quando esposti al sole) della cronicità e della specifica malattia da curare anche se in generale si possono  ritenere sufficienti trattamenti  comprensivi di 1-3 sedute settimanali per un totale di 15-30  per ciclo, ripetibile – se occorre – 2 o 3 volte l’anno.

 

A cosa serve?

Le indicazioni alla Fototerapia UVB banda stretta sono molteplici grazie all’eccellenza dei risultati e alla loro buona stabilità nel tempo, anche se è fondamentale  una  corretta preparazione preliminare della pelle da sottoporre a trattamento.

Psoriasi, vitiligine, granuloma anulare, alopecia areata, pruriti, lichen ruber  planus ed eritematode sono solo alcune delle patologie dermatologiche in cui la fototerapia è impiegata con successo e per le quali costituisce  oggi la migliore scelta terapeutica.

PRIMA: Severa alopecia areata in bambino di 9 anni

DOPO: Guarigione ( foto scattata 2 mesi e mezzo dopo l’ultima seduta Fototerapia UVB a banda stretta )